Ask the Dust

Mi sveglio con i capelli arruffati e qualche ricordo

sabato 9 luglio 2016

Laura guarda il mare



La vedo di spalle. Sulla spiaggia. Laura guarda il mare, parla poco, credo abbia gli occhi ormai secchi. Nessuno le crede. Per lei figlia di mercanti è una cosa normale.

Solo i giovani hanno momenti simili. Vivono in anticipo sui propri giorni. Ogni svolta, ogni errore di saggezza è pieno di seduzione. A dire il vero già molti hanno percorso quella strada ma è, semplicemente, il fascino di provare una sensazione particolare e personale, parte dell'esperienza universale.

E' così vero che, comunque vadano le cose, la felicità è un'idea così semplice davanti all'orizzonte di quell'oceano, che sarà sempre lì, immobile invito ad andare verso un'altra isola, per ripararsi o riposarsi, per amare.

Teresa lo sa, di fronte al mare non è come a scuola. Ci sei solo tu e lui. E il mare non insegna come tu vuoi imparare ma fa alla maniera sua. Tocca a te stargli dietro.

Laura continua a guardare verso il mare.


Crebbe bella come una dea pagana.

Indossava vestiti di organza e profumava di mandorla amara

"Quando mi porti con te? voglio vedere quello che vedi."

Gli aveva chiesto prima che lui partisse, appena dopo le nozze, nonostante quel mal di mare che le torceva le reni.

Quei giorni perduti a rincorrere il vento, a vendere zenzero e cannella.

Per lui figlio di droghieri credo sia stato normale.

Dei vecchi pirati lo presero. Venduto a mercati di schiavi, e come le sue spezie bruciato, per errore, in piazza dalla sacra inquisizione.


Laura guarda verso l'orizzonte, indica il suo amore perso a Cuba d'estate, ma nessuno la vede, nessuno le crede.

Di fronte al mare la felicità non è più così semplice.

E ascoltando le lacrime che Laura non versa più, lui si arresta per un istante.

Quando non si ha più nulla, avere il mare dalla propria parte è già molto.



domenica 1 maggio 2016

Sono arrivato a Lisbona, quando tornerai io sarò già via



1.

Sono arrivato a Lisbona, quando tornerai io sarò già via.

No niente rimpianti, i miei sensi si assopiscono.

Apro le ali e mi muovo, lontano dalla personale fatica quotidiana e dal senso di appartenenza, per cambiare vita veramente.

Le mie sensazioni erano come di un condor rattrappito.

E ora?

Ora sono come un gabbiano che si ubriaca di quello strano senso di appartenenza al volare. Ipotetico anche durante il riposo.

Imparo a barare alla vita reale, rifiuto l'ignobile condanna ma resto vivo. Mi muovo. Confuso e lucido.

I miei sensi si assopiscono e tutto mi sembra cambiare veramente.

Da una parte l'uomo inserito che attraversa l'ironia del proprio destino, rifiutando la miseria della sopravvivenza quotidiana e dall'altra l'appartenenza a una razza che vuole spiccare il volo, veramente.

Si, nessun rimpianto.

Forse, come sempre, avevamo aperto le ali, senza saper camminare veramente.

Come degli umani ipotetici, come uno schiavo che si ubriaca durante il lavoro o un uccello che si ubriaca durante il riposo.

Per continuare ad essere vivi.


giovedì 5 gennaio 2012

Zen Circus @New Age - momenti di non trascurabile R'N'R

Momenti di non trascurabile rock'n'roll, direttamente da posti sconosciuti tra la nebbia, dobe spring!!!

The Zen Circus e i nostri vent'anni

lunedì 28 novembre 2011

Messico senza nuvole - Canali e Rossofuoco - Tempesta in rivolta

La tempesta in rivolta. In tempesta cerco e trovo Nostra signora della dinamite (2009). E dentro Messico senza nuvole. Mi siedo qui e non riesco a smettere di ascoltarla questa voce che parte roca e finisce rotta. Una notte. E il testo mi scorre nelle vene. Assieme a tutto quello che significa. E trovo volti noti e facce già incoriciate, sconosciuti ammirati e uomini d'Italia. Il tutto parte da quel Conte dell'avvocato e assieme a Paolo si mescolano piccoli principi, esercizi di stile, blu dipinti di blu o di merda, guerre e paci  che continuano avvicendevolmente a riproporsi, cuori anoriessici e voglia di piangere. Messico e Nuvole, Messico senza nuvole e nuvole senza Messico.
(Se trovato qualche altro riferimento nel testo sarebbe assai grazioso se me lo comunicaste...)

Mi siedo qui, sono stanco…
La vita, l’universo, tutto quanto…
Sulla sponda del fiume prego il vostro dio
che il prossimo cadavere che passa non sia il mio.
ammiro improbabili prove di volo (Saint Exupery)
paracadute difettosi, fiori rossi al suolo, (Ernest Hemingway)
è la vita che va, è la vita che va, è la morte che viene
ma è un tenore di morte, un lusso che non mi appartiene.
In fondo alla notte, la fine del viaggio, una vita al di là (Viaggio al termine della notte di Cèline)

mercoledì 16 novembre 2011

Di vita e di viti passando per un apribottiglie

Un uccello che gira le viti del mondo e con esse le vite che vi annegano dentro.
Il senso della vite, poi, nasconde un gran mistero, si avvita in senso orario, c'è chi dice si sviti al contratio.
E le viti della vita si conficcano in altre vite che a volte danno un buon appiglio, altre volte si rifiutano cocciute di essere perforate. Ma alcune sono autofilettanti e si conficcano un po' come vogliono, trasformando il moto circolare in moto rettilineo.
E con le viti penso al vino, all'uva e a come ognuno nella vita abbia infilato, almeno una volta, una grossa vite in un tappo di sughero contente quella strana sostanza rossa che proviene da quella pianta arbustiva rampicante, strumento chiamato apribottiglie. Che non è altro che una grossa vite che si conficca in un materiale morbido, soffice e profumato, spezie in vestito rosso tra tavole mediamente imbandite e sorrisi ebbri dopo qualche bicchiere: un lavoro ingrato.
Povere viti in muri e legni duri avvitate. 


(Murakami e Perturbazioni)

domenica 16 ottobre 2011

Cirano e il suo non naso

E ogni tanto ci si rompe il naso, contro qualche osso più duro del tuo. Ogni tanto si va in pronto soccorso, si firma qualche carta, poi si esce. Nel frattempo Agrid ti ha rimesso in sesto quella strana escrescenza tumefatta che in fin dei conti non è mai stata molto diritta. "Pur in presenza di tumefazione marcata della piramide pare apprezzarsi deviazione a convessità maggiore verso destra del suo asse maggiore. Non vi sono segni grossolano di frature scomposte ne pretermotilità di segmenti ossei. Si tenta riposizionamento della piramide in asse con risultati soddisfacenti per il paziente. Vista l'assenza di infossature grossolane ed il risultato estetico gia buono si opta per l'astensione da manove interne". E poi in ospedale arriva Charlie. Tutti lo conoscono e lui non conosce nessuno. Psicotico, dicono. Ha bevuto e ha i referti sotto il braccio. Vuole un medico e forse un letto dove dormire. Fuori fa freddo. Siamo sempre i nostri difetti, mai le nostre qualità. Che poi cosa saranno mai delle manovre interne?

Cirano - F.Guccini)

Venite pure avanti,
voi con il naso corto,
signori imbellettati,
io piu' non vi sopporto
infilero' la penna
fin dentro al vostro orgoglio
perche' con questa spada
vi uccido quando voglio.

martedì 16 agosto 2011

LUI


Guarda la linea che attraversa l’orizzonte, guarda quella linea che è l’orizzonte. Pensa che forse sia impossibile da raggiungere e che la parola “impossibile” e “forse” non siano due parole da usare vicine. Annusa il mare che sa di partenze, di vele e di timoni, ma mai di arrivi. Poi fissa la sua mano. Assomiglia a quella di suo padre che ora starà dormendo, lontano. Ha la fronte tesa verso il basso e le spalle che cadono a terra. Un solo sogno può dare un senso a un anno intero, alla vita intera. Che poi, pensa, gli anni non sono altro che momenti che passano, solo un poco più lunghi, solo con qualche foto in più. Ogni brandello del suo corpo si protende verso un posto che non ancora non conosce, che lo porta a cercarlo. Il cuore lo porta in un altro luogo, opposto, lontano da quell’orizzonte che vede davanti a sé. Brandelli vanno, altro rimangono, altri ritornano. Tutto si spezzerà. Le mani si stringono. Le unghie entrano piano nella pelle ma non fanno male. Qualche parte di mondo lo aspetta, qualche altra lo saluta.

domenica 14 agosto 2011

Anatre

In una biblioteca sperduta tra i laghi guardo la pioggia che cade sopra dei bidoni della spazzatura. Guardo le mie mani, ancora bianche e degli schemi scritti con poca attenzione. Il caffè si muove nel bicchiere di plastica blu. E' quasi ora di ripartire, di tornare a casa, come alla fine di ogni estate, come le anatre quando il lago di central park si scioglie. La solita domanda che ha segnato la mia vita. È pronunciata dal solito ragazzo che dice troppe volte “vattelapesca”. Qualche settimana fa ho chiesto direttamente alle anatre (altresì dette anitre) dove diamine vanno quando si accendono le luci di natale. Loro, però, si sono voltate e hanno iniziato a parlare tra di loro, indisposte e nobili, con quelle loro piume che brillano. Qui è mattino, qui non fa molto caldo, qui non esistono mezze misure. Qui penso a quel signore di 90 anni che vive nella sua casa affacciata su un lago artificiale e agli alberi che ha piantato dopo molti anni passati in marina. E lo rivedo mentre chiama sua moglie perché scenda dalla sua sedia a dondolo (tecnologica) per farsi una foto assieme a me. “Honey i dont want that they go” dice a suo marito con cui è sposata da 65 anni. “quando passate di qua venite a salutarci”. E saluto occhi lucidi con occhi lucidi.

venerdì 17 giugno 2011

Dio ci salvi dal maledetto buon senso

"Qualcuno (mi pare Majakovskij) ha detto “Dio ci salvi dal maledetto buon senso”: se tutti fossero normali e se fossero dotati esclusivamente di buon senso non esisterebbero gli artisti e probabilmente neppure i bambini."
Fabrizio De André

"Le uniche persone per me sono i matti: quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come candele romane gialle e favolose, che esplodono come ragni tra le stelle."
Jack Kerouac

"Viagiar descanta, ma chi parte mona torna mona." 
Anonimo in "Corto Sconto: itinerari fantastici e nascosti di Corto Maltese a Venezia" di Fuga e Vianello.

"I matti ed i fanciulli hanno un angelo dalla loro."
Anonimo
  
"Penso che un uomo senza utopia, senza sogno e senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci, sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio: una specie di cinghiale laureato in matematica pura."
Fabrizio De André


E mi viene da pensare che il buon senso non sia un valore, e mi viene da pensare che matti e fanciulli abbiano molto in comune, e mi viene anche da pensare che la pazzia e la follia non siano proprio la stessa cosa. 
Perchè cosa pensate che sia uno che parte con un'Ape Piaggio e arriva fino in Cina? 
Direte voi, o miei cari, "tutto dipende da dove parte", e io vi risponderò "hai ragione" (poi magari vi mando a cagare e vi dico che parte dall'Italia). 
Ma quella persona non credo sia pazza, credo sia folle. 
Credo non sia dotata di buon senso nel senso (scusate il gioco di parole) che non calcola e non da peso ai possibili pericoli che potrebbe correre. 
Continuo a chiedermi se quello è un pazzo o un folle. 
Poi trovo una risposta, o meglio trovo un'altra domanda: qualcuno di voi vende un'Ape Piaggio?

martedì 7 giugno 2011

Senza Titolo - e con poche parole

Lei: "Sai che mi sono fatta un tatuaggio?"
Io: "Si? e dove?"
Lei: "Sulla caviglia"
Io: "Bel posto"
Lei: "Me lo sono fatto li per quello!"
Io: "E cosa ti sei fatta tatuare? un delfino, un geco o una stella?"
Lei: "Ma come fai a saperlo? una stella!"
Io: "Intuito...molto originale comunque"
Lei: "Infatti me l'ha detto anche il tatuatore"
Io: "A parte gli scherzi, mi sembra abbastanza banale una stella"
Lei: "Guarda che l'ho disegnata io!!!"
Io: "...capisco..."


Rimango perplesso
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